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Veduta Tredozio   Le prime notizie storiche riguardanti Tredozio, o perlomeno il suo territorio, risalgono al periodo Bizantino-Ravennate: da alcuni documenti ufficiali (conservati presso l'archivio dell'Arcidiocesi di Ravenna) si apprende che l'esistenza della Chiesa di San Valentino, la cui amplissima giurisdizione comprendeva anche i territori di Gamogna, è segnalata fin dall'anno 562. Il "Castrum Treudacium" viene menzionato per la prima volta nel 925 e costituisce il primo nucleo di quello che sarà poi il Comune di Tredozio. Dopo il 1000, il territorio tredoziese vide fiorire un numero notevole di chiese e di conventi. Dopo il 1100 il territorio passò nelle mani dei Conti Guidi e, a conclusione della guerra fra i Visconti di Milano e Firenze, ebbe termine il loro predominio e Tredozio si sottomise alla Repubblica Fiorentina. Per cinque secoli Tredozio fu terra di frontiera fra la Toscana e lo Stato Pontificio.
Palazzo Fantini   Giovedì 9 agosto. Palazzo Fantini è lo splendido risultato di una serie di costruzioni stratificate attraverso i secoli. La struttura originale risale al Seicento, ma è solo alla metà del secolo successivo che il palazzo ha assunto l'attuale fisionomia. Al Novecento risalgono le pregevoli decorazioni Liberty. Su iniziativa dell'attuale proprietario sono state recuperate fedelmente le scuderie, le cantine, le due ampie corti e i granai, tipici delle antiche tenute signorili di campagna. Parco e giardino all'italiana sono un gioiello di notevole fascino.
La parte allestita a parco ospita specie ricorrenti nei grandi giardini paesaggistici italiani: oltre a lecci, ippocastani, tigli, pioppi bianchi, agrifogli, Abies pinsapo, fanno bella mostra di sé conifere come Pinus nigra e soprattutto maestosi cedri (Cedrus libani, C. deodara e C. atlantica).
Su questo sfondo grandioso risaltano le bordure in bosso potato, entro le quali in estate spiccano per contrasto coloratissimi fiori stagionali. I prati, le vasche di ninfee, le aiuole di rose antiche, le bordure miste, i festoni di bergenie sottolineano e movimentano il disegno.
Piazza Vespignani   Sabato 25 agosto. La Piazza Vespignani viene articolata da due matrici geometriche che regolano due spazi in reciproca relazione. La superficie a forma trapezoidale trova la sua regola geometrica dalle direttrici ortogonali al palazzo loggiato letto in chiave di emergenza storica di rilievo per la piazza stessa. La spaziatura dei vuoti del loggiato viene proiettata nella pavimentazione di questa parte di piazza a mezzo di filari in cubetti di marmo bianco che definiscono un disegno caratterizzato da un passaggio cromatico in alternanza alle lastre in pietra arenaria che pavimentano la restante parte dello spazio trapezoidale. Le belle scenografie dei palazzi tre-quattrocenteschi attorno e la presenza anche sonora del fiume attraversato da un ponticello di legno rendono il luogo incantato e fuori dal tempo.
 
Archivio Press Info


  Appuntamenti  
 
venerdì 29 giugno ore 21.15
Palazzo Fantini
Suoni di Vini
HUGUES LECLÈRE pianoforte
Scarlatti, Bellini, Chopin
 
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giovedì 9 agosto ore 21.15
Palazzo Fantini
Primo Premio!
DUO PRISM
Jesse Mills violino
Rieko Aizawa pianoforte

Premio “Fondazione Aldo Morelato” all’eccellenza e Premio Discografico “Provincia di Verona” Concorso internazionale di musica da camera “Gaetano Zinetti” 2006
Mozard, Respighi, Schubert
 
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sabato 25 agosto ore 21.15
Piazza Vespignani
Doppie Corde – musiche di Andrea Benzoni
ANDREA BENZONI chitarra
GIUSEPPE ETTORRE contrabbasso
Andrea Benzoni String Quartet
 
  Emilia Romagna Festival  
Via Appia 92/B - 40026 Imola (BO) - Tel +39.0542.25747 - Fax +39.0542.612972 - info@emiliaromagnafestival.org